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DiLorenzo Pierobon

in diretta Radio24 domenica 16 dicembre

Domenica 16 dicembre dalle 14 alle 15 sarò nuovamente ospite della trasmissione VOICE ANATOMY, condotta da Pino Insegno , per parlare di Voce. Sintonizzatevi.

DiLorenzo Pierobon

Alva Noto e il canto mongolo alla biennale di Venezia 2019

L’artista tedesco parteciperà al progetto “a TEMPORALITY”, un lavoro interdisciplinare focalizzato sull’antica tradizione del canto di gola mongolo. Ecco di che si tratta

Quella in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019 sembra essere una 58. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia all’insegna anche della musica. Riflessione spontanea, questa, che giunge dopo le ultime news in merito alle partecipazioni nazionali alla rassegna lagunare: pochi giorni fa vi svelavamo le prime anticipazioni di Chromo Sapiens, la grande installazione ambientale che l’artista Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter porterà a Venezia in rappresentanza dell’Islanda in cui lo spazio viene trasformato in una sorta di caverna dove colori, suoni e texture dall’effetto quasi psichedelico. Accompagnerà il progetto un lavoro sonoro appositamente commissionato alla band metal islandese HAM, che amplificherà i sensi e la fruizione dei visitatori del Padiglione. Ma a sbaragliare le carte ci pensa – a sorpresa – la Mongolia, che per la propria partecipazione alla Biennale ha pensato di coinvolgere uno tra i sound artist più noti al mondo, ovvero Carsten Nicolai (Chemnitz, 1965).

CARSTEN NICOLAI E IL CANTO MONGOLO

Protagonista del Padiglione sarà il canto di gola mongolo, un’antica pratica di vocalizzi complessi che si traduce in più toni che si susseguono contemporaneamente in un coro di diverse voci. Il progetto pensato per Venezia, a TEMPORALITY, è un lavoro di gruppo interdisciplinare, guidato dall’artista mongolo E. Jantsankhorol, che creerà un ambiente in cui gli artisti possono lavorare ed esibirsi in forme ispirate al canto armonico, con suoni da registrare e installare durante la Biennale. Tra gli artisti invitati a interagire c’è anche il già citato Nicolai, alias Alva Noto, sound artist e produttore tedesco di musica elettronica che lavorerà con un gruppo di “cantanti di gola” a Ulan Bator, capitale della Mongolia, e porterà i risultati a Venezia in occasione dell’opening della rassegna.

TRADIZIONE E MODERNITÀ

Curato da Gantuya Badamgarav, a TEMPORALITY riflette sul rapporto tra il canto di gola e la natura e i modi in cui è stato usato per comunicare. “Oggigiorno l’interazione tra uomo e natura è quasi estinta”, si legge nella nota stampa del progetto. “Abbiamo creato gli ambienti umani che ci circondano, come blocchi di cemento, vetri, pannelli e asfalti con cui interagire. Il canto di gola, al contrario, è più leggero e pesante di tutto ciò”.

– Desirée Maida

ARTICOLO ORIGINALE  attribune.com

DiLorenzo Pierobon

Concerto: Cosmic Meditation 14 dicembre – Firenze –

I gong di Alessandro Curradi dialogano con la Voce e il canto armonico di Lorenzo Pierobon per…

dare vita ad un flusso continuo di suoni ora dolci e delicati ora potenti ed intensi. Venite con noi in questo viaggio ai confini dell’universo

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DiLorenzo Pierobon

La voce, il tuo biglietto da visita (intervista)

La voce, il tuo biglietto da visita!* intervista a cura di Fabiola Renzi

Eccomi qui caro lettore per trasportarti in un viaggio attraverso la via della voce, alternata da sussurri e silenzi. Scrivo mentre sto imparando a riconoscere la mia voce.

Questo è il motivo per cui non ascolterai un audio ma leggerai per cinque minuti, forse sorridendo insieme a me, perché imparare a modulare o gestire la propria voce scritta o parlata, a qualsiasi età, apre nuove prospettive. Partiamo da qui.

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DiLorenzo Pierobon

The Healing Voice Theater

Healing Voice Theater è il nuovo progetto in cantiere per la stagione 2019, un seminario multidisciplinare che sarà in grado di unire in un unico..

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DiLorenzo Pierobon

Simbologia della triade vocalica U O A nel canto armonico

Una delle sequenze vocaliche che utilizzo più frequentemente per insegnare la tecnica a singola cavità è UOA, una sequenza che in qualche modo ritengo “sacra”,  in questo breve articolo cercherò di spiegarne le motivazioni.

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DiLorenzo Pierobon

La Via dell’arco, la Via della voce

Dopo aver letto Lo Zen e il tiro con l’arco di Eugen Herrigel “, ho pensato che vi fosse un certa similitudine tra l’arciere ed il cantante. L’arciere tende il suo arco, si prepara al tiro e scocca la freccia; il cantante (in particolare quello che pratica il canto armonico), prepara il suo arco (il corpo), tende la corda attraverso i movimenti della lingua …e scocca la sua freccia creando gli armonici al di sopra della nota fondamentale.Solo dopo essermi iscritto ad un corso di tiro con l’arco, ed aver imparato a tirare,   è arrivata l’intuizione. 

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DiLorenzo Pierobon

L’elaborazione del suono nei bambini autistici

fonte: Le Scienze edizione italiana di Scientific American

Da uno studio con la tecnica MEG

Rispetto ai coetanei sani, i bambini con autismo rispondono più lentamente, con una frazione di secondo di ritardo, ai suoni vocali e alle intonazioni

Tenui segnali magnetici nell’attività cerebrale dei bambini autistici mostrano che essi elaborano il suono e il linguaggio in un modo differente dai bambini non autistici. E’ quanto risulta da una ricerca condotta presso

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DiLorenzo Pierobon

La Voce che nutre

Estratto dal libro “Suoni dell’anima – l’essenza nascosta della voce” (Minerva Edizioni)

Affermare che la voce possa essere utilizzata come una fonte di nutrimento, può apparire quantomeno inusuale. Ma in effetti non esiste strumento più fruibile ed immediatamente disponibile del nostro suono. Anche in questo caso, esistono , a nostro parere, più livelli per quanto riguarda l’ emissione vocale: il primo è fisico, grazie al quale vengono avvertite le vibrazioni a  livello corporeo, più o meno intensamente, a seconda del grado di sensibilità propriocettiva.

Il secondo, che può avvenire a livello cosciente o inconscio, riguarda l’aspetto mentale, il pensiero, il dialogo interno, e spesso implica un giudizio sulle qualità vocali stesse! A tal proposito , un percorso di crescita adeguato dovrebbe portare invece proprio alla sospensione di questo tipo di  giudizio. Approfondiremo più avanti questo aspetto così  determinante.

Un terzo  livello riguarda la relazione che intercorre tra Intenzione ed Intuizione. A nostro parere questi due concetti  sono  interdipendenti. Mano a mano che viene lasciato spazio all’intuizione, astenendosi ad esempio da un  giudizio qualitativo, ecco che si può fare strada la nostra Intenzione più autentica, quella libera da convenzioni, filtri personali o sociali.

Questa apertura verso la ricerca dell’ ”Intenzione intuita”, e non costruita, e la presa di coscienza della stessa, porta inevitabilmente ad una crescita e  uno sviluppo dei processi intuitivi stessi.

Questo chiarifica e fissa sempre di più quale è  o quali sono le intenzioni più vicine alla nostra essenza  spirituale, creando quello che noi definiamo “Flusso di intuito intenzionale”, virtuoso  quanto efficace ai fini dello sviluppo personale e  al  nutrimento mentale e spirituale ottenuto tramite la voce. L’intento più elevato cui tendere, per qualcuno corrisponde agli obiettivi dell’Anima, che, in quanto tali, possono solo essere “intuiti” e non conosciuti tramite i processi mentali convenzionali.

Questa visione non è d’altronde un’invenzione recente, ma è una “pratica” ben conosciuta e collaudata dalle società tribali dove lo Sciamanesimo è ancora considerato una forma di terapia , con connotazioni di sacralità.

La complessa e profonda spiritualità che permea questi riti, può venire tradotta  in un linguaggio più consono alla mentalità occidentale,  da noi definita come l’equazione sciamanica : suono (voce, tamburi, strumenti acustici,ecc) + intenzione = …manifestazione….

Ed in effetti, sempre da queste culture, ci vengono anche suggerite le strategie per ottenere questa “manifestazione”, che nella fattispecie abbiamo chiamato nutrimento.

© 2012 Lorenzo Pierobon  – Veronica Vismara