Archivio dei tag meditazione

Concerto: Il respiro del suono 17 gennaio 2027- Biassono (MB)

17 GENNAIO Lorenzo Pierobon voce e elettronica

Un’esperienza di immersione meditativa tra suono e silenzio.

Come il respiro unisce corpo e mente, così la musica riunisce  ascolto e silenzio interiore.

Per riservare il tuo posto invia una mail a: info@yogalila.it

oppure un messaggio whatsapp al: 3429477581

Concerto: d-SaFe 18 ottobre – Monza (MB)

informazioni dettagliate su luogo e orario in via di definizione
Marco Pancaldi: chitarra, Pancaltulator
Lorenzo Pierobon: voce, macchine riverberatrici
Featuring – Fakhraddin Gafarov: tar, ney, balaban, voce
SOLO CON PRENOTAZIONE info.dsafe@gmail.com
indicando nome e numero posti:
riceverete conferma e dettagli sul luogo della performance.

Concerto rituale: Harmonics Art Ensemble 19 giugno 2027 Montallegro (GE)

Un concerto speciale, per un evento speciale, in un luogo speciale. Un rituale sonoro.

Harmonics Art Ensemble live nel bosco di Montallegro ore 21.30 ingresso libero con prenotazione obbligatoria

albergo Casa del Pellegrino: cell. 340 2423960 gianluca.maffezzoni@libero.it Fisso 018 5239003, www.casapellegrino.com

info di contatto: pierobon.lorenzo@gmail.com

 

 

Feedback auto-organizzato e canto armonico

Nel mondo dei sintetizzatori questo fenomeno è molto evidente. Quando si parla di feedback auto-organizzato non si intende semplicemente il classico ritorno di segnale che produce un feedback o una saturazione. Nei sintetizzatori modulari, per esempio, il segnale può essere reintrodotto nel sistema attraverso percorsi non lineari. Un’uscita può rientrare in un filtro, il filtro può modulare un oscillatore, l’oscillatore può a sua volta influenzare un inviluppo o un generatore di controllo. A quel punto il circuito non si comporta più come una semplice catena lineare ma come un sistema dinamico. Ogni variazione in un punto del sistema modifica tutto il resto.

Quando il canto armonico viene praticato in gruppo succede qualcosa di molto simile a ciò che accade nei sistemi di feedback complessi. Non siamo più davanti a singole voci isolate ma a un campo sonoro collettivo. Ogni voce entra nel sistema come una sorgente che interagisce continuamente con le altre.

Nel canto armonico questa interazione è particolarmente intensa perché la voce non produce soltanto una nota fondamentale. Genera anche una serie di armonici che possono essere messi in evidenza con la modulazione della cavità orale, della lingua e delle labbra. Quando più persone fanno questo contemporaneamente si crea una trama acustica estremamente ricca. Le serie armoniche delle diverse voci iniziano a sovrapporsi, a rinforzarsi o a interferire tra loro.

A quel punto il gruppo funziona come una rete di feedback acustico naturale. Ogni cantante ascolta il campo sonoro complessivo e modifica inconsciamente microparametri della propria emissione: l’intonazione, l’intensità, la posizione del suono. Queste piccole regolazioni cambiano l’equilibrio generale e generano nuove configurazioni armoniche che a loro volta influenzano gli altri cantori.

Il risultato è un sistema auto-organizzato.

Spesso, durante queste pratiche, emergono fenomeni che non sono stati pianificati. Si percepiscono pulsazioni collettive, battimenti ritmici tra armonici vicini, oppure armonici molto chiari che sembrano apparire nello spazio tra le voci. Alcuni partecipanti raccontano addirittura di sentire una sorta di “terza voce”, come se il gruppo generasse un suono supplementare.

Dal punto di vista acustico questo avviene perché le onde sonore delle diverse voci entrano in interferenza costruttiva e distruttiva. Ma dal punto di vista percettivo l’esperienza è più complessa: il gruppo diventa una specie di organismo sonoro unico.

In questo contesto possono verificarsi anche vere e proprie biforcazioni del sistema vocale collettivo. Basta una variazione minima qualcuno che sposta leggermente la fondamentale, qualcuno che enfatizza un altro armonico perché l’intero campo sonoro cambi configurazione. Una tessitura stabile può improvvisamente trasformarsi in una pulsazione comune. Un bordone continuo può aprirsi in una trama di armonici molto brillanti.

È qui che il canto armonico di gruppo diventa qualcosa di più di una tecnica vocale. Diventa una pratica di ascolto profondo. Ogni cantante smette di controllare rigidamente il proprio suono e inizia a lavorare sul limite tra intenzione e adattamento. In un certo senso il gruppo pratica una forma sonora di equilibrio dinamico: ognuno mantiene il proprio centro vocale ma allo stesso tempo si lascia influenzare dal campo collettivo.

Quando questo equilibrio funziona bene accade una cosa molto interessante. Il gruppo entra in uno stato di coerenza acustica. Le voci si allineano progressivamente e il sistema diventa più stabile ma anche più sensibile. In questa condizione basta un gesto minimo per generare trasformazioni percepibili.

Per questo il canto armonico in gruppo non è soltanto un’esperienza musicale. È un laboratorio vivente di sistemi complessi. Le voci creano un ambiente vibratorio condiviso che evolve nel tempo. Il musicista non si limita più a produrre suono ma partecipa a un processo collettivo di organizzazione sonora, dove l’ascolto reciproco diventa il vero motore della trasformazione.

Lorenzo Pierobon 2026 ©

 

Il Mistero della Voce 10 ottobre – Milano

Le date 10 ottobre – 12 dicembre  2026

13 febbraio – 10 aprile  2027

Un laboratorio che nasce dall’esperienza di Lorenzo Pierobon, musicoterapeuta, cantante e ricercatore della Voce, e dall’esigenza di iniziare a trasmettere una conoscenza accumulata in quasi trenta anni di ricerca e sperimentazione vocale. Gli incontri sono pensati per indagare lo strumento voce in maniera profonda, non soffermandosi esclusivamente sulla parte tecnica, ma esplorando le componenti più misteriose che conferiscono alla Voce lo status di “strumento trasformativo”. Le tecniche del canto armonico (overtones singing) ci accompagneranno in questo percorso alla scoperta della parte più nascosta e potente della voce: la componente esoterica. Tutti possono partecipare, non servono prerequisiti tecnici, in particolare è consigliato:

• A coloro che desiderano intraprendere un percorso di crescita personale e di consapevolezza

• Professionisti della relazione di aiuto (medici, psicologi, counselor, operatori olistici, insegnanti, etc).

• Artisti

• Cantanti e danzatori

• Esploratori

Gli incontri sono fruibili singolarmente, ma è fortemente consigliato il percorso completo, al termine del quale sarà rilasciato un attestato di frequenza. Per chi lo desiderasse è possibile attivare sessioni individuali di tutoring e supervisione in presenza, dove possibile, oppure online. (Gli incontri individuali, sono da considerarsi come costo a parte e saranno concordati direttamente con l’insegnante).

PROGRAMMA DETTAGLIATO

 

Presso:  Rajawara Viale Aretusa, 30, 20147 Milano MI

PROGRAMMA DETTAGLIATO 

Segreteria KAILASH e-mail informazioni@cckailash.it

pierobon.lorenzo@gmail.com.   cell. 3495845588

 

Il mistero della voce esplorazioni sonore e riflessioni per una nuova vocalità

In questo volume, Lorenzo Pierobon, musicoterapeuta, cantante e ricercatore, offre un’esplorazione accurata del ruolo della voce. L’autore intreccia in modo originale l’esperienza artistica con la ricerca teorica e le pratiche concrete, proponendo una visione che va oltre la semplice comunicazione. Il libro presenta un approccio che fonde musicoterapia, neuroscienze, tradizioni contemplative, canto armonico e ricerca musicale, offrendo al lettore un quadro completo e ragionato. Non si tratta di un manuale tecnico, né di un saggio accademico, ma di un’opera che restituisce alla voce la sua dimensione più autentica e universale: un ponte tra corpo, emozione, pensiero e creatività.
Un testo che non si limita a raccontare, ma invita a sperimentare in prima persona, restituendo al canto il suo valore originario e universale: un ponte tra presenza, ascolto e consapevolezza.
Un invito a riscoprire l’atto del cantare come gesto primordiale e contemporaneamente rivoluzionario: un mezzo per ritrovare radicamento e libertà, rivelando che la voce non è solo un mezzo di comunicazione, ma un cammino di conoscenza e trasformazione interiore.

Il nuovo album di d-safe: Minimo stimolo

Il 10 marzo 2024 la performance “mINIMosTIMOLo” si è materializzata  con la partecipazione di un attento pubblico. Il giorno seguente, nel medesimo spazio, è stata registrata una sessione continua su sei tracce (voce, chitarra e loop, durata 62:20) da cui è stato tratto il materiale sonoro dell’album.
In fase di mix non sono stati apportate correzioni o sovraincisioni.
si consiglia l’ascolto in cuffia
On March 10, 2024, the performance “mINIMosTIMOLo” took place in Monza before a small and attentive audience.
The following day, @ same venue, a 62:20 live improvisation was recorded on six tracks, which became the basis for the album.
No editing or overdubs were applied in the mixing process.

released November 15, 2025

Pancaldi: guitar + pedals + Pancaltulator™
Lorenzo Pierobon: voice + electronics

recording, mix, mastering: Giuseppe Ielasi
cover: Pierobon + Fabrizio Grigolo
produced by Pancaldi + Pierobon

all rights reserved

Hesychia

Il momento in cui la voce tace e tutto sembra sospeso non è ancora suono, non è più semplice respiro. È uno spazio intermedio, fragile e denso, dove il tempo si piega su sé stesso. In greco antico questo spazio ha un nome: hesychia., ἡσυχία che significa silenzio, quiete, tranquillità profonda. È una parola che nasce nel contesto del monachesimo cristiano orientale, e non indica semplicemente l’assenza di rumore, ma uno stato interiore di calma e presenza che si raggiunge attraverso la pratica del raccoglimento, della preghiera e della contemplazione.

Nel filone dell’esicasmo (dal greco hesychasmós), i monaci cercavano di entrare in una condizione di “pace del cuore”, dove il pensiero si fa trasparente e la mente si placa. L’Hesychia non è solo meditazione, ma una forma di ascolto radicale, in cui la parola sacra viene ripetuta fino a dissolvere il rumore mentale, lasciando emergere una presenza pura.

In senso più ampio, è lo stato del vuoto fertile, simile al silenzio interiore che molte tradizioni contemplative, anche orientali, hanno cercato: un centro immobile attorno al quale tutto può muoversi senza turbare. È una qualità che non è passività, ma attenzione vigilante.

Non si tratta di un silenzio vuoto, ma di un silenzio abitato, un silenzio che vibra come una sorgente sotterranea, non è solo assenza di rumore: è una qualità della presenza, un modo diverso di abitare il mondo. I monaci orientali la ricercavano attraverso la preghiera del cuore, ripetuta fino a dissolvere i pensieri. In quel silenzio, il cuore si allineava al respiro e il respiro alla voce interiore, generando uno stato di quiete che era al tempo stesso intensità e vigilanza. Nell’esperienza vocale, è la soglia che precede il canto. È il respiro che si ferma un istante prima dell’attacco, è la sospensione che contiene tutte le possibilità. La voce che nasce da lì porta con sé un’altra qualità: non è solo suono, ma presenza incarnata. È come se chi ascolta percepisse che non sta ricevendo un messaggio, ma entrando in un campo vibrante che lo riguarda da vicino.

Ogni voce autentica affonda le sue radici nel silenzio. Senza silenzio, il suono diventa superficie, parola detta senza radici, canto che scivola via. L’hesychia, invece, è il terreno fertile dove la voce trova nutrimento. È il grembo invisibile da cui ogni vibrazione prende forma. Immagina il momento in cui un cantante armonico inizia a generare gli overtone. Prima c’è un ascolto quasi invisibile, un raccoglimento che permette all’orecchio di percepire la trama sottile degli armonici, se questa sensazione non è presente, la mente corre, l’attenzione si frantuma e gli armonici si disperdono. Ma quando la quiete interiore diventa solida, allora la voce si apre come un prisma: dentro un solo suono si rivelano mondi. In questo senso, l’hesychia è un alleato del canto. Non è un silenzio che spegne, ma un silenzio che genera. È lo spazio che permette al suono di fiorire nella sua interezza.

Lorenzo Pierobon 2025 ©

Kheri-heb

“Ascolta.Non si canta solo con la voce. Si canta con il respiro, con il sangue, con la memoria di ciò che è antico. Noi, i Kheri-heb, custodi delle parole che vivono oltre il tempo, non pronunciamo mai un suono senza sapere che è un’offerta. Anche un singolo respiro è un ponte tra il visibile e l’invisibile.”

Il vecchio sacerdote mi condusse in una stanza senza finestre, illuminata da una sola fiamma. L’aria era ferma, come se il tempo avesse smesso di scorrere. Mi fece cenno di stare in piedi, con i piedi ben piantati nel suolo.

“Prima ancora di parlare, radicati. Il suono non nasce dalla gola, ma dalla terra stessa, che ti attraversa. Chiudi gli occhi. Respira come se bevessi il silenzio.”

Inspirai lentamente. Sentii un fresco scendere nei polmoni, mentre la sua voce bassa mi guidava.

“Ora, lascia che il respiro scenda ancora più giù, fino al centro nascosto del ventre. Quando espiri, fallo senza fretta, come se stessi restituendo al mondo un segreto antico.”

Seguì un silenzio carico. Poi, con “giusta voce”, cantò per me il suono sacro.

Non era un semplice canto. Era una vibrazione che sembrava aprire uno spazio invisibile nella stanza. Quando lo ripetei, sentii una risonanza diffondersi nel petto, come se qualcosa dentro di me si fosse spostato di un millimetro verso un luogo sconosciuto ma familiare.

“Ogni volta che canti questa potente formula, sussurrò, “immagina che le tue parole siano un raggio che apre una porta. Non è una porta che si vede con gli occhi. È una soglia che si sente.”

Ripetemmo tre volte. Dopo ogni emissione, restavamo immobili, ad ascoltare la traccia che il suono aveva lasciato nell’aria. Sembrava che anche la fiamma si muovesse al ritmo della nostra voce.

Quando l’ultimo suono svanì, portai una mano al cuore e l’altra all’ombelico, come lui mi aveva insegnato. Inspirai una volta ancora, restando in ascolto.
Il rito era compiuto, eppure la sensazione era che una parte di me fosse rimasta dall’altra parte della soglia.

“Ricorda,” disse prima di spegnere la fiamma, “il vero canto non finisce quando la voce tace. Continua a vivere dentro di te.”

Lorenzo Pierobon 2025 ©